lunedì 12 marzo 2012

Glenn Gould la Chitarra e Daniele Magli ( prima parte )

Se avete voglia di leggermi e di seguirmi oggi vi avviso : pensieri in libertà perchè stanotte voglio comporre
e quindi cerco di entrare nel giusto stato mentale...



Quando da ragazzino mi chiamavano Glenn Gould per via di alcuni miei comportamenti curiosi
io non sapevo neanche chi fosse : arrivavo al Conservatorio verso le sette del mattino insieme alle donne delle pulizie e mi mettevo subito a testa in giù per10 minuti, un esercizio di yoga molto utile per la concentrazione e di conseguenza per suonare la chitarra classica.

Glenn Gould l'ho scoperto molto più avanti negli anni leggendo di un pianista che per divertirsi
faceva il comico in televisione interpretando buffi personaggi comici : io mi sono fermato al cabaret
e alla musica rock eseguita di fronte ai miei compagni di Conservatorio sbalorditi .

M vengono in mente due riflessioni : la prima è che un artista racconta la sua storia quindi una storia
da raccontare ci vuole e bisogna anche vivere e essere un po' scomodi , e Glenn Gould lo era attraverso le sue bizzarrie e le sue provocazioni  ( come intervistarsi da solo nel libro " L'ala del turbine intelligente "
libro stupendo che ho letto 5 volte) .

Non si può rimanere 12 ore in casa a suonare bisogna anche vivere per essere artisti.

La seconda riflessione : noi chitarristi abbiamo molto da imparare dai pianisti .
Stavo leggendo oggi un libro sulla storia dell'interpretazione pianistica , di solito noi chitarristi
 leggiamo libri sull'interpretazione magari dei grandi direttori d'orchestra o dei violionisti
ma in realtà è soprattutto dai pianisti che avremmo da imparare.
Per esempio spesso noi chitarristi non solo non teniamo conto della filologia dell'interpretazione
ma spesso buttiamo nelle spazzature la nostra storia dell'interpretazione e i nostri grandi interpreti del passato.

Penso a come è trattato male Segovia nei forum di chitarra classica ... si è vero, ormai i forum sono frequentati solo da chitarristi dilettanti però è un'indizio di mentalità sbagliata.

I pianisti non dimenticano Glenn Gould ne Sviatoslav Richter ( a proposito, i due si rispettavano pare ).
Ma soprattutto tengono conto delle loro interpretazioni in senso storico, e il gusto si evolve come il gusto musicale di una certa epoca oggi sarebbe ridicolo come comporre musica in stile ottocentesco o barocco...

Oggi un chitarrista dovrebbe forse trovarsi un'agenzia stampa e farsi pubblicità come un cantante pop
prima ancora di saper suonare ? ecco questo non è essere artisti veri ma è ricerca di marketing
roba da pagliacci.

Glenn Gould era vero anche se forse non tutte le sue bizzarrie erano vere , forse avrebbe voluto togliersi il cappotto che indossava d'estate , chissà ma in ogni caso prima deve arrivare la musica non l'immagine.

E dallo stile di Glenn Gould io vorrei rubare qualcosa per le mie interpretazioni... certo il pianoforte consente una velocità d'esecuzione che noi chitarristi possiamo soltanto sognare.

ora scusate vado a comporre un nuovo pezzo : goodnight ( no, non è il titolo, volevo dire buonanotte in inglese )

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